Gelminate e dintorni: tempo elastico


Giorni fa parlavo al telefono con una collega, a mio avviso, giustamente inferocita.

Il suo dirigente, sicuramente seguace di Bergson,  ha fatto una scelta molto discutibile: con un ordine di servizio ha di fatto obbligato chi è in una classe alla seconda ora e termina la sua lezione alle dieci, a fermarsi fino alle dieci e dieci, momento in cui la campanella sancisce la fine della pausa.

Ha “esteso” il tempo.

Lo so, lo so. Conosco già le obiezioni: “Ma che sarà mai!” – diranno in molti – “Non è di certo la fine del mondo, se restiamo dieci minuti di più!” In sala professori qualcuno ha risposto così alla mia collega: “Vabbè, ma il Preside ci ha solo chiesto un favore!”

Certo. Sono solo dieci minuti. Dieci brevi minuti. 

Mettiamo il caso che un collega (assai sfigato) abbia tutti i giorni la seconda ora, seguita da un’ora di buco. Alla fine di ogni settimana quel collega avrà lavorato gratis per cinquanta minuti. Cinquanta minuti che nessuno gli pagherà. Per contro ci sarà un Fortunello che avrà delle belle ore da cinquanta e, se si tratta di uno sfaticato, ne sarà davvero felice.

Il problema, però è un altro.

Ci hanno rotto per anni i cabasisi con la legge 626, ci hanno costretto a fare riunioni di aggiornamento con sedicenti “esperti” della sicurezza, con il solo scopo di tenere in piedi certi baracconi, bisognosi di consulenze pagate dallo Stato. Beh in quelle ore in cui avremmo volentieri preso a craniate una parete, una cosa di sicuro l’abbiamo capita: sfortunato quello nelle cui mani resta il cerino.

Se in quei minuti della ricreazione succede un problema di qualsiasi natura, di chi è la “vera” responsabilità? Di chi ha già terminato l’ora alle dieci in punto o di chi è in servizio, orario alla mano, dalle dieci e un minuto?

Ai poster l’ardua sentenza…

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2 thoughts on “Gelminate e dintorni: tempo elastico

    • Al di là delle battute, io credo che sia un problema serio: se l’orario dice che io ho la terza ora e la ricreazione comprende i dieci minuti iniziali della mia terza ora, sono io che devo vigilare in quei dieci minuti. Non succede mai niente, ma se succede qualcosa, il giudice analizzerà la vigilanza dei singoli docenti a partire dall’orario, perché il contratto non parla di ore da 50 minuti e altre di un’ora e dieci minuti all’interno dello stesso istituto.

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