Essere convocati a scuola di pomeriggio per non fare nulla…


Ho un amico su facebook con cui spesso scambio opinioni sul nostro lavoro. Si chiama Paolo.

Ieri mi ha raccontato, in chat, di una vicenda surreale che è capitata nella sua scuola, un istituto tecnico della provincia. In uno dei pomeriggi della prossima settimana si terranno le elezioni dei rappresentanti dei genitori.

Da anni i nastri di queste elezioni sono (inutilmente) tagliati dai coordinatori di classe, che hanno il compito di consegnare ai rari genitori presenti le consunte scatole chiamate pomposamente “urne”.

Evidentemente nella scuola di Paolo qualche coordinatore deve essersi lamentato con il suo dirigente per l’assurdità di dover presenziare a questo rito, nel quale egli deve svolgere una funzione per la quale il solo collaboratore scolastico sarebbe più che sufficiente: consegnare delle scatole e dei verbali da compilare.

Ma no! C’è anche da leggere il POF!

(Ah!)

“E che ha fatto, il Dirigente?” – mi ha scritto lui, unendo la faccina della risata.

Ha convocato tutto il corpo docente.

Per un’ora.

Per fare cosa? Nulla, di nulla. Non è previsto nessun impegno. Nessuno.

La sola presenza.

Quando affermo che compito della controriforma gelminoide è essenzialmente quello di avvilire la categoria, è questo che intendo dire.

Ci faranno diventare come i proverbiali lavoratori ANAS, messi lì a scavare una buca per riempirne un’altra e così via.

Ad libitum.

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