Educazione alla legalità: Il progetto “art. 416-bis” (prima parte)


Questo progetto ha ormai alle sue spalle una certa anzianità.

E’ stato ideato da me per sensibilizzare i ragazzi sulle tematiche relative alla legalità e affronta la storia della mafia, dalle origini ai nostri giorni.

Gli ho dato questo titolo “art. 416-bis” perché è a partire dall’elaborazione di questo articolo del codice di procedura penale che è stato definito il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

In una primissima fase, infatti,  si legge in classe il testo di questo articolo, si commenta, si stampa e si appende su una delle pareti, in modo tale da essere sempre a portata d’occhio.

Il lavoro è stato proposto finora a gruppi-classe di ragazzi della seconda liceo scientifico ed ha riscosso un buon successo, poiché mirava ( e mira) soprattutto a coinvolgere gli alunni nella ricerca storica.

Nei prossimi post illustrerò passo passo il suo svolgimento, così che ne possa nascere un confronto utile con chi lavora su tematiche analoghe.

Il progetto (che, a scanso di equivoci, non passa dal collegio dei docenti, è una mia iniziativa, gestita in totale libertà) impegna una classe per tutto un anno scolastico, con cadenza settimanale.

Nella fase immediatamente precedente l’avvio del lavoro, assegno a tutti la lettura del libro-intervista a Giovanni Falcone “Cose di Cosa Nostra”; alla lettura segue una discussione approfondita su questo testo,  in modo tale da assicurare a tutto il gruppo-classe una conoscenza omogenea delle caratteristiche generali dell’organizzazione denominata “Cosa Nostra”. Alla fine della discussione procedo ad assegnare ad ogni alunno un argomento relativo alla storia della mafia, per un arco di tempo che va dall’Unità d’Italia fino alle stragi del 1993.  

Nelle settimane successive, a cadenza settimanale, ogni alunno, sedendosi alla cattedra, dovrà tenere ai suoi compagni una vera e propria lezione sull’argomento che gli è stato assegnato. Prima di organizzare la lezione si sarà debitamente documentato con le modalità che riterrà più opportune, facendo riferimento all’insegnante per tutti i dubbi che dovessero emergere via via. Potrà semplicemente creare una lezione frontale o utilizzare modalità multimediali, la scelta spetta a lui.

Ogni relatore deve anche produrre un cartellone, con testi e foto, che verrà posizionato su una parete della classe, partendo dal punto in cui è già stato fissato il testo dell’art. 416-bis, così che alla fine dell’anno quasi tutte le pareti saranno riempite dai cartelloni prodotti.

 

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