“Stia attenta, io la rovino!”


Qualche settimana fa -in una scuola della Sardegna, mi pare – si è svolto l’ennesimo attacco ad un docente colpevole solo di aver svolto il suo lavoro.
Un genitore infuriato ha aggredito l’insegnante che aveva osato mettere delle insufficienze al pargolo di turno. Sembra che, alla fine di un confronto piuttosto acceso questo genitore – visibilmente alterato – abbia apostrofato con parole di fuoco il reprobo:

“Stia attenta, io la rovino, lei mi deve ascoltare, io sono un sottufficiale di Polizia! Io vengo qui quando voglio e come voglio e Lei mi deve ascoltare perché è pagata per questo!”. E avrebbe concluso: “Tanto voi non fate niente, in classe giocate!”

Voi direte: “Niente di nuovo sotto il sole!”
Sono anni che il linciaggio va avanti, che l’arroganza dei genitori non ha più limiti, accade persino che docenti precari, licenziati a giugno e riassunti a settembre si sentano dire – nel corso dei colloqui pomeridiani coi genitori: “Eh, ma voi, tanto ogni anno vi fate più di tre mesi di ferie!”, con quell’aria tronfia che solo la folla in cerca di capro espiatorio può avere.
Ma questo non è stato un caso di aggressione come tanti altri: il (o la) collega stavolta ha fatto quello che noi avremmo dovuto fare già da tempo. Ha sporto denuncia.
Siamo o non siamo dei pubblici ufficiali, se ci troviamo all’interno del perimetro scolastico? E se veniamo offesi scatta il reato: si chiama “oltraggio a pubblico ufficiale”.
E’ già un punto di partenza.
Sul web è subito scattata la mobilitazione: migliaia di docenti hanno fatto pressione sul collega affinché non ritirasse la denuncia.
Spero tanto che non l’abbia fatto.
Il nostro “riscatto” passa anche da qui: non si tratta di lavare l’onta col sangue, ma di pretendere che chi osa travalicare certi limiti, sappia che può andare incontro ad una denuncia e ad una richiesta di risarcimento danni.
Questo è la pietra angolare da cui ripartire.

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8 thoughts on ““Stia attenta, io la rovino!”

  1. io sono stata richiamata dal vicepreside perchè ho convocato i genitori di un alunno che, a detta del Consiglio di classe, di cui io sono la coordinatrice, si comporta male. I genitori si sono lamentati di essere stati convocati ancora prima di sapere il perchè. E il vicepreside mi ha richiamata perchè sostiene che forse ho sbagliato le modalità (ho seguito la regolare procedura).

      • Il vicepreside, in assenza del dirigente, in teoria avrebbe gli stessi poteri di quest’ultimo. L’unica cosa che non è concessa “IN NESSUN CASO” al vicepreside è proprio il potere di comminare sanzioni disciplinari. Il richiamo è il primo gradino delle sanzioni previste nella scuola e, pertanto, il collaboratore vicario o vicepreside ha scazzato di brutto!

  2. A molti di noi è capitato, e più di una volta, di avere a che fare con presunti energumeni del genere. Io ho lasciato parlare il tipo, poi gli ho detto senza agitarmi che poteva tranquillamente presentare un esposto scritto e firmato, motivato accuratamente…non è mai arrivato. Qualsiasi genitore sa molto bene che se si espone deve dimostrare ciò che afferma, altrimenti compie un atto di calunnia.

  3. Anche quando fanno un esposto che è palesemente una calunnia nei confronti del docente, è sempre il docente che deve dimostrare che il tutto è falso. Questo perchè si parte già lancia in resta contro l’insegnante. Se io fossi un giudice condannerei i genitori ad una settimana, una sola, a sostituire qualche insegnante. Sono certa che non avrebbero più il coraggio di aprire bocca. Ma tant’è. Credo che molti, vista l’amarezza derivante da queste situazioni, cambierebbero volentieri lavoro. Ciò che non è più tollerabile è la violenza e la cattiveria cieca verso persone che, nella scuola, investono anni e salute nella speranza di migliorare l’umanità…Che illusione!

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