contro la sfascio della scuola pubblica


Dall’intervento del collega Alvaro Belardinelli durante un convegno sul tema della prospettive della scuola, tenutosi presso il liceo Mamiani di Roma: 

“Il vero scopo della revisione dei programmi delle materie umanistiche? LICENZIARE UN DOCENTE OGNI 9! ECCO LA VERITA’! Morta la continuità didattica a motivo della necessità di completare le cattedre: ogni docente di materie letterarie ha un orario frammentato, mentre i ragazzi hanno fino a 4 docenti per la stessa area disciplinare, con peggioramento della didattica, aumento dello stress, dei referenti delle famiglie e del caos programmatico.Ragazzi del classico vengono disincentivati dalla diffamazione di cui sono oggetto le lingue antiche (calo iscritti). I docenti sono disinformati e i confederali sono i soli ad avere diritto a indire riunioni. L’invalsizzazione è illusione di “oggettivazione” della valutazione, ed è prodotto della fragilità anche psicologica della nostra categoria, la cui autostima scende sempre più. Genitori e studenti sono sempre più “clienti”, perché i contributi volontari rendono la scuola ricattabile. Lo studio pomeridiano è ridottissimo; si introduce la settimana corta solo per accontentare chi deve passare fuori il weekend. In molte scuole addirittura i genitori sono ammessi a prendere la parola nei collegi dei docenti! Per i docenti che non si uniformano alle direttive aziendalistiche, scatta la “punizione”: vengono privati delle materie loro peculiari; vengono assegnati a diversi plessi o a più classi. C’è un clima di controllo opprimente, da “ex Germania Est” a scuola!”

(da Docenti contro la legge Aprea)

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