Il cane di Pavlov e la moltiplicazione dei pani e dei pesci


“Ieri nel tuo blog hai parlato della scuola di Luca, ma non immagini nemmeno quello che è successo nella mia: sono stati capaci di moltiplicare i pani e i pesci!” – mi scrive Paolo sulla chat di Facebook.

In breve: anche nell’istituto tecnico in cui Paolo presta servizio è appena terminata la settimana del recupero ed anche lì la gioranta è stata organizzata in due moduli orari, di due ore e un quarto ciascuno.

In questo caso, però, c’è stata una finezza in più: il computo dell’orario di servizio individuale ha escluso il quarto d’ora della ricreazione.

“Ma chi si è occupato della vigilanza in quei minuti?!” – ho chiesto.

“Nessuno.”

“Come ‘nessuno’?! Ci fanno una capa tanta con i corsi sulla sicurezza, ci sono dirigenti isterici che pretendono un cambio dell’ora giocato come si gioca una staffetta ai mondiali di atletica, pur di non lasciare soli i ragazzi nemmeno un secondo e ora si scopre che si possono lasciare scoperte intere classi, addirittura per un quarto d’ora? Non ci posso credere! E cosa avreste dovuto fare voi in quel quarto d’ora?!”

“Ci è stato detto che saremmo anche potuti uscire, andare a prenderci un bel caffè.”

“Ah!”

“In realtà avevano fatto bene i loro conti: sapevano perfettamente che la maggior parte degli insegnanti – come il cane di Pavlov – non si sarebbe allontanata dalle classi e la vigilanza sarebbe stata comunque assicurata. Nel frattempo – però – ad ogni insegnante sarebbe stato ‘rosicchiato’ ogni giorno un quarto d’ora, che è stato poi utilizzato per coprire le eventuali assenze dei colleghi.”

“Geniale!…Ma…fammi capire una cosa che non mi è chiara: se in quel quarto d’ora fosse accaduto qualcosa, se un ragazzo si fosse infortunato mentre il suo insegnante era fuori a sorbirsi un caffè, di chi sarebbe stata la colpa?”

“Povero ingenuo! Ma dell’insegnante assente, è ovvio!”

“Ma come!? Se vi hanno detto che sareste potuti uscire!”

“Si sono guardati bene dal metterlo per iscritto. Ogni ‘suggerimento’ è stato dato solo a voce. Niente di scritto! La forma è salva comunque.”

“Diabolico!”

Si potrebbe pensare che questo dialogo poggi su sfumature, su cavilli. 

Che in fondo un quarto d’ora di servizio in più al giorno non è la morte di nessuno, ma forse bisognerebbe smetterla da parte nostra con l’abnegazione a tutti i costi, anche perché dall’altra parte c’è chi non fa nulla per migliorare la nostra situazione, il nostro benessere, anzi, decurta perfino gli stipendi con sottrazioni al limite della legalità, che vengono annullate e restituite sì a furor di popolo, ma tassate con l’aliquota massima.

Perché, a furia di porgere l’altra guancia, non solo non ne ricaviamo gratitudine, ma rischiamo anche di perdere qualche molare. E i dentisti, si sa costano cari.

 

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