Dieci piani di ruvidezza


Ieri la bidella – con un certo imbarazzo dipinto sul viso – è passata per le classi per chiedere ai ragazzi di non consumare troppa carta igienica se vanno in bagno, perché le riserve della scuola si sono troppo assottigliate e non ci sono soldi per comprare altri rotoli.

Ecco come siamo messi. 

Siamo al razionamento della carta igienica, ed è già una situazione da privilegiati, visto che in alcune scuole i genitori si devono tassare per acquistare i preziosi rotoli.

E questa diviene una metafora efficacissima per illustrare i tempi più che bui che stiamo vivendo.

Si tolgono risorse. A tutti.

Anzi, no: le risorse vengono lasciate intatte ai ricchi, ma tolte a tutti gli altri.

Si rubano soldi dallo stipendio dei docenti, si bloccano gli scatti che darebbero ossigeno prezioso a famiglie sempre più in difficoltà, si chiedono indietro soldi agli ATA, si decurtano sempre più i fondi a disposizione di ogni singola scuola.

I sindacati stanno a guardare. Non una sola assemblea sindacale è stata indetta dall’inizio dell’anno. 

Forse hanno paura di noi. 

(e mi pare giusto: in questi anno ci hanno svenduto per avere anche loro un bel piatto di lenticchie!)

Ci sarebbero motivi per incatenarsi 24 ore su 24 ai cancelli delle scuole, ma restiamo immobili. 

Il personale della scuola – tutto – pare raggelato. Sembra temere che possa arrivare qualcosa di peggiore. E allora giù, con la testa sotto la sabbia!

Ci portano via quello che serve per vivere? Nessuna reazione. Vorrebbero imporre un contratto con aumento del carico di lavoro a parità di stipendio? Pare che la cosa non ci riguardi, parliamo d’altro!

Il PD ha preso in mano la politica nazionale e quella scolastica, ma non si notano grosse differenze rispetto a Berlusconi e alla Mariastrega Gelmini.

Tutto ciò fa stare anche peggio che aveva nutrito (tenui) speranze su un possibile cambiamento.

 Abbiamo capito di avere di fronte a noi dei Superciuck, che tolgono ai poveri per dare ai ricchi.

“Ma cosa volete da noi? Consideratevi fortunati ad averlo, uno stipendio!” – sembrano dire tutti i politici, i magistrati, i funzionari, i poltronisti vari, dall’alto dei loro stipendi da decine di migliaia di euro al mese.

 

 

 

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