Ma, siamo tutti impazziti?


Proprio ieri leggevo un articolo pubblicato dalla pagina web de La tecnica della scuola. Si parlava di quello che è un mio preciso timore da molto tempo: la nostra Ministra auspica non solo che gli stipendi dei docenti siano differenziati in base alle loro capacità, ma (udite, udite!) che a decidere sulle capacità e, di conseguenza, sugli aumenti stipendiali, siano i dirigenti scolastici.
Siamo alla farsa.
La nostra Ministra sa in base a quali criteri sono stati selezionati tanti dirigenti?
Sa che spesso essi sono stati scelti non in base ai meriti in ambito scientifico, o didattico, ma solo obbedendo ad un criterio di tipo politico?
Sa che a dirigere una scuola abbiamo persino chi, da docente – ripreso da telecamere nascoste -si limitava a leggere il giornale in classe senza fare lezione?
La persona in questione è stata forse licenziata o rimproverata?
Nossignore, due anni dopo era preside.
E noi dovremmo essere valutati da persone come questa, o da chi ha come solo obiettivo il totale asservimento dei docenti, attraverso una gestione della scuola degna di un feudatario?
La scuola deve tornare ad essere un luogo di confronto democratico, non deve essere più la palestra in cui ci si allena ad essere servili, dove conta solo la capacità di trasformarsi in scendiletto, in barba ad ogni logica, perdendo in questo modo anche quel residuo rispetto di sé, che la nostra categoria ancora possiede.

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