Delirio di onnipotenza

Insegno ormai da ventitré anni e dunque ho alle spalle una discreta esperienza.
In tutto questo tempo ne ho viste davvero di tutti i colori: ho percorso migliaia di chilometri da precaria, ho varcato i portoni di molte scuole, ho conosciuto centinaia di colleghi.
Il mio mestiere l’ho appreso praticandolo (“ricordati che tu devi apprendere insieme a loro” mi ha raccomandato una volta il professor Mario Alighiero Manacorda ed ho sempre cercato di tener fede a questo insegnamento, scendendo dal mio piedistallo, ma cercando anche di tenere dritta al centro la barra del timone, perché in classe il timoniere sono io, altrimenti si va a sbattere sugli scogli).
Ho visto molti colleghi uscire fuori di testa per lo stress causato da questo lavoro (mi impressionò moltissimo, durante uno dei miei primi incarichi da supplente,una collega di scienze che si mise ad urlare in pieno consiglio di classe, senza che nessuno le avesse detto nulla di offensivo; non era la prima volta, evidentemente, perché qualcuno si prese la briga di accompagnarla fuori per qualche minuto, parlandole dolcemente, finché lei si calmò, rientrò ed il consiglio riprese come se nulla fosse accaduto: quella sera capii molte cose, soprattutto che un giorno sarebbe potuto accadere anche a me, di “sbroccare”).
Ho visto soprattutto centinaia, migliaia di alunni, di cui ho sempre cercato di capire le caratteristiche individuali, molte volte senza riuscirci.
Amo chiamarli per nome, perché sono delle persone e non siamo in una caserma, ma a scuola.
Molti di loro hanno iniziato dei percorsi esaltanti. Tanti altri si sono persi in un magma indistinto. Di altri potrei raccontare storie molto dolorose, ma non aggiungerebbero nulla alla sostanza del discorso, che è quella di sottolineare la peculiarità del nostro lavoro: quelle di essere un misto tra domatore e guru. Per questo, se non troviamo un giusto limite, rischiamo ogni giorno la trasformazione in aguzzini o in santoni, con pericolosi sconfinamenti nel delirio di onnipotenza, visto che abbiamo a che fare con materia estremamente plasmabile, che ci dà l’illusione di poter fare qualsiasi cosa. Ma è un’illusione, appunto.

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