Generazione onfalocentrica

Come docenti abbiamo bisogno di formazione ed aiuto.
I nostri ragazzi, infatti, in questo momento più che mai devono essere sostenuti, poiché ci troviamo di fronte ad una generazione che fatica a rimanere in contatto con la realtà, soprattutto quando questa realtà non coincide con le loro aspettative.
Se fino alla fine degli anni Settanta i figli hanno avuto da sopportare il pesante fardello delle aspettative di ascesa sociale provenienti da genitori poco o per nulla scolarizzati, in questi ultimi anni i figli hanno sulle spalle un carico più oneroso: essere la realizzazione vivente dei sogni di gloria falliti di molti dei loro genitori, senza che all’orizzonte ci sia una prospettiva concreta della loro realizzazione.
I ragazzi siedono sulla montagna di beni di consumo che fanno loro da temporaneo sedativo e da questa montagna vedono solo nebbia.
Questo li rende fragili ed incapaci di accettare la frustrazione, perché non sono stati abituati a percepire il limite, visto che ogni loro richiesta è stata spesso puntualmente soddisfatta. Non di rado i ragazzi rimangono come inebetiti di fronte al primo, vero ostacolo che trovano.
Abbiamo davanti una generazione onfalocentrica, capace, cioè, di guardare solo il proprio ombelico, spesso priva della capacità di progettare, anche a brevissimo termine. Di questo si dovrebbe occupare il ministero dell’istruzione, altro che del merito!

Annunci

3 thoughts on “Generazione onfalocentrica

  1. Concordo, dire dei “no” é fondamentale. Trovo però difficilissimo scollare i bambini dalla materia e dagli oggetti. Avendo 4 figli per casa i parenti vari ci sommergono per le varie feste di oggetti che dopo qualche settimana diventano inutili.mda dove viene l’istinto di questi parenti di scambiare l’amore con cibo od oggetti?

    • E’ vero, i parenti sono così, l’ho vissuto anche con mio figlio. E’ il loro modo di dare affetto e alla fine bisogna accettarlo. Tuttavia credo che quello che conta è l’esempio dato in casa, anche se porre dei limiti diventa più difficile man mano che i figli crescono e diventano in grado di fare paragoni con compagni ed amici. Mio figlio ha ricevuto parecchi no e a 22 anni è quasi sempre in grado di riconoscere ciò che vale la pena avere e ciò che è superfluo. Spero che continui così. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...