Tanto non mi costa niente! (conversazione con Elisa parte I )

L’aspetto positivo di essere stata precaria per parecchi anni è che ho conosciuto un bel po’ di colleghi con cui ho stretto amicizia.
L’altro giorno mi sono seduta al bar con Elisa, che insegna in un liceo della mia stessa città.
Abbiamo parlato a lungo, in particolare della disastrata condizione della nostra categoria.
Quella mattina Elisa era particolarmente in collera con una sua collega.
“Come riusciremo a riguadagnare la considerazione che ci è stato tolta, se non siamo in grado di pretendere il rispetto delle norme?”
“Che vuoi dire?” – le ho chiesto.
Qualche mattina prima Elisa stava parlando del più e del meno con una sua collega in sala professori.
Ad un certo punto la collega le ha chiesto se secondo lei era ancora obbligatorio l’uso del cartellino, il famoso “badge”.
“Io le ho risposto che in realtà non è mai stato obbligatorio, perché il nostro contratto non prevede che la presenza di un docente sia registrata con questa modalità, le ho spiegato che quella dei dirigenti è una forzatura.”
Infatti è così: quello che fa fede, per noi docenti, è il registro di classe. Solo quello.
“Beh, e allora? Che è successo?”
“Vuoi sapere che cosa mi ha risposto? Che comunque a lei il fatto di timbrare non pesa. Capisci? Non le pesa! E io lì a spiegarle che è tramite piccole forzature come questa che sono stati ridotti gli spazi di libertà dei docenti. Un pezzetto alla volta. Lei continuava a dire che non le pesava, che quella in fondo era per lei un’incombenza minima: non riusciva cioè ad afferrare il nocciolo del problema, che è di sostanza e pesantissima!”
“Ormai siamo senza speranza!”- ho commentato.
Siamo scoppiate a ridere, scuotendo la testa.
Riuscirà mai la nostra categoria a capire che è urgente ripartire proprio dalle piccole cose, dalle distorsioni anche minime dell’interpretazione dei contratti e della legge, che sul “quieto vivere” è stato costruito un edificio enorme fatto di soprusi grandi e piccoli?
Come faremo ad imporci sulle questioni di peso, se non riusciamo a curare nemmeno i dettagli?

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