Generazione Lisoform

Vent’anni di berlusconismo e genitori spesso incapaci di dettare regole ai propri figli (facendole anche rispettare) hanno prodotto una generazione di ragazzi emotivamente sterilizzati, inadatti a percepire le norme morali, perché, a loro avviso, tutto si può aggirare, anzi, il raggiro “è” il modello di riferimento.
Non si spiegano altrimenti la freddezza con cui si infrangono le regole, il calcolo gelido con cui si corre il rischio, pur di raggiungere il risultato voluto.
Non sto parlando di comportamenti socialmente devianti o pericolosi, mi riferisco al fatto che nelle classi i ragazzi copiano, scaricano, utilizzano contenuti trovati sul web, pur di raggirare l’insegnante, di ottenere il bel voto, di ingannare tutti: se stessi, i compagni, i genitori.
E non battono ciglio.
Vogliono il voto alto e, pur di ottenerlo, tutto è lecito.
Anzi, si sentono “ganzi”.
Detto tra noi, perché non dovrebbero farlo, se il trucco è stato elevato a sistema? Perché no, visto che l’aiutino, il ritocco, il fotoritocco sono alla portata di tutti?
Cosa ci sarà mai di tanto grave nello scaricare una versione, un tema, un’analisi del testo?
Quel povero demente del professore, socialmente perdente, socialmente detestato, con tutti i suoi maledetti puntini sulle “i”, è solo un inciampo sul percorso trionfale, è solo un accidente, e, in quanto tale, è destinato a sparire, prima o poi.
Nelle classi i lavoratori onesti sono ormai una minoranza da tutelare, come fa il WWF con i panda giganti, ma è chiaro che anche loro (così fuori moda, così desueti, così poco “vincenti”!) sono destinati a sparire, condannati ad essere inglobati dall’ondata di questa marea maleodorante che ormai ci assedia: quella composta da chi rivendica in modo convinto il possesso della sua assoluta mancanza di scrupolo. Ciò che una volta era l’appannaggio di pochi mariuoli, ora è una medaglia sfoggiata con orgoglio ed un sorriso strafottente: quello di chi, in fondo, sa che non c’è macchia che non possa essere eliminata passando un po’ di Lisoform.

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2 thoughts on “Generazione Lisoform

  1. Pingback: Furbi al lisoform | Pietroalviti's Weblog

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