Non siamo mica asini!

So bene che lavorare in miniera è faticoso, che trasportare blocchetti dentro un cantiere spezza le braccia e, quando affermo che fare l’insegnante è un mestiere che logora, non faccio riferimento ad una pretesa superiorità del nostro lavoro in termini di fatica fisica.
Voglio solo dire che l’impegno nelle classi porta con sé usura, soprattutto mentale. Tutti dovrebbero saperlo: se si fa bene il lavoro con i ragazzi, si arriva al mese di maggio privi di risorse. con la voglia di scappare altrove.
Tuttavia è necessario anche ammettere che tanti, tra noi, tirano a campare e nel mese di maggio sono ancora belli pimpanti. O stanchi solo a parole. O stanchi di non fare nulla.
Possiamo ancora permetterci come categoria tutto ciò?
Lo dico da mesi: una verifica del nostro lavoro è urgente.
In realtà è anche una sicurezza per ognuno di noi. Dobbiamo ammetterlo con franchezza: a volte ci capita di navigare a vista e non è certo una bella sensazione. Un sostegno dovrebbe farci piacere.
Bisogna, però, sottolineare – e bene – che non tutti gli insegnanti sono degli asini. Per questo una valutazione si rende necessaria.
Tuttavia – come ho detto più volte – il problema sta tutto nel definire questa paroletta: “Chi”.
“Chi” dovrebbe valutare gli insegnanti?
I Dirigenti?
Quanti Dirigenti possono affermare di conoscere davvero il lavoro svolto dai docenti all’interno di un istituto?
Quanti Dirigenti sono capaci di tenere a freno antipatie e simpatie personali nelle decisioni che prendono?
Dovrebbero essere i Sindacati a valutare?
Mamma mia!
Ma se sono stati proprio i sindacati a permettere le “infornate” di persone che tutto avrebbero dovuto fare nella vita, tranne che gli insegnanti! Quante “sanatorie” sono state permesse senza la benché minima scrematura negli esiti finali?
Il Ministero, allora?
Ma se quasi mai c’è stato un Ministro della Pubblica Istruzione che abbia insegnato abbastanza a lungo da capire qualcosa del nostro mondo!
E allora chi? L’INVALSI?
Anche gli Stati Uniti stanno abbandonando questo sistema di valutazione!
Siamo passati da una scuola di impostazione “crociana” ad una “crocettiana”, che ha sfornato solo giovani ossessivamente presi dai calcoli dei crediti da guadagnare durante il percorso scolastico, senza preoccuparsi di quello che “realmente” hanno appreso.
Forse il sistema adottato in Francia, come ho già detto, si adatta bene alle nostre esigenze (un ispettore che affianchi il docente durante tutta la carriera), o forse uno che combini parte delle possibilità già elencate.
Ma è importante ricordare che nella scuola ci sono persone che hanno dignità da (non) vendere.

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2 thoughts on “Non siamo mica asini!

  1. potrebbero essere docenti over 60 che non possono ancora andare in pensione, ma che potrebbero affiancare i colleghi e a fine anno, valutarli, cosi si otterrebbero due risultati : togliere docenti stanchi dal lavoro frontale con gli alunni ma ancora con tanto da dare e valutare gli insegnanti.

    • In effetti credo che questa potrebbe essere una buona soluzione. So già che dovrò restare in servizio fino al 2028, quando avrò ormai 67 anni. Come potrei (come potremmo) a quell’età riuscire a reggere 5 ore di lezione? Molto meglio uno “scivolo morbido” come quello che proponi… 🙂

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