E' severamente vietato farsi prendere dal panico!

Uno dei motivi per cui in classe si alza un muro di carattere emotivo è quello della paura reciproca.
I ragazzi, man mano che l’età del docente aumenta rispetto a loro, non riescono a rapportarsi con lui, o lo fanno con grande difficoltà, risultando nel complesso rigidi, spesso poco spontanei.
La loro rigidità aumenta soprattutto quando l’insegnante prova a “dialogare” con loro come si fa tra adulti.
Generalmente non funziona, o, se ciò accade, la comunicazione ha spesso in sé qualcosa di falso. Di non-naturale.
Se poi il docente è uno che impone delle regole (magari troppo rigide) i ragazzi si chiudono a riccio, o mettono in atto comportamenti di tipo opportunistico: sorridono, in apparenza, ma è un sorriso che non coinvolge mai gli occhi.
Spesso – avendo così poco sperimentato nella vita, a proposito di regole – sono spiazzati e reagiscono in modo schizofrenico: chi si ribella, chi – ed è la maggioranza – si adegua, ma alla prima occasione prova a “barare”, molti altri si adattano, senza però dare risposte a livello emotivo.
L’insegnante – anche quello meno motivato – talora percepisce il muro e reagisce in modo uguale e contrario: prima prova a scalfirlo con dibattiti, o battute, ma quelli che stanno dall’altra parte si rinchiudono in se stessi, nemmeno fossero lumache.
Allora il poveretto rinuncia a scavalcare la barriera e si ritrova a fare lunghissimi monologhi nel silenzio generale.
A volte il muro fa comodo: se non si ha voglia di comunicare con la classe, si entra, si dicono quattro cose, si interroga a raffica e la storia finisce lì.
Tutto ciò accade perché da una parte e dall’altra è la paura a prendere il sopravvento e ne vengono fuori del bei pasticci.
Nessuno ci spiega come gestire queste dinamiche, né si pensa a fare formazione su questi argomenti, che invece sono di importanza fondamentale, perché non c’è insegnamento, se non c’è anche empatia.
Ma l’empatia è difficilissima da costruire e – soprattutto – da mantenere.
“Immagina di essere un domatore, ma fai attenzione, perché quelli si accorgono subito se hai paura e allora ti mangiano!” – mi disse una collega durante una delle mie prime supplenze.
Intendeva dire che da parte nostra l’uso della frusta è consentito, ma non bisogna né esagerare con il delirio di onnipotenza, né far capire che si prova timore davanti a loro perché i leoni, altrimenti attaccano, o si ribellano e divorano non solo il domatore, ma anche il banchetto su cui si è issato.

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