I conti della serva (parte seconda)

Pubblico di nuovo parte di un un post dell’anno scorso, perché mi pare ancora molto attuale. Aggiungo delle considerazioni.
Quest’anno sono state 94 le ore che ho trascorso in casa a correggere compiti in classe. Ho infatti corretto 564 compiti in classe e 94 ore è il risultato della somma del tempo, calcolando dieci minuti per ognuno, ma, a dire il vero, ci vuole molto di più, se ci si mette a scrivere su ogni elaborato la forma corretta, senza limitarsi a sottolineare in rosso l’errore (altrimenti a cosa serve questa operazione, se non si sa esattamente dove sta e come deve essere corretto l’errore?).
Volendo fare due conti, dunque, 94 ore moltiplicate per 17 euro l’ora, fanno 1598 euro che mancano all’appello, diviso per 12 mesi fanno circa 130 euro in più al mese, il che non guasterebbe.
Certo, questo è un conto della serva, ma perché dovrei continuare a lavorare gratis?
Ci sono cose che bisogna avere il coraggio di dire: perché dovrei continuare a svolgere tutto questo lavoro in più senza essere pagata, mentre tanti altri colleghi non hanno certi carichi obbligatori?
Per quale motivo non dovrei mai avere sabati e domeniche liberi (l’anno scorso ho superato i 1200 elaborati), mentre altri non hanno incombenze come queste e si fanno tranquilli il loro fine settimana?
Sarei disponibilissima – come ho già detto in precedenza – a fermarmi a scuola ogni giorno fino alle due ed impiegare queste ore in più per la correzione, ma voglio essere pagata di più.
Chiedo troppo?

Questo scrivevo più di un anno fa.
Non immaginavo certo che il governo avrebbe elaborato una bozza di riforma con l’aspetto della beffa per molti di noi.
Dunque, stando alla bozza de La Buona Scuola, oltre alle ore che trascorro a casa a lavorare gratis, dovrei aggiungere altro tempo a lavorare a scuola, sempre gratis?
Parlavo di questo proprio ieri con una collega, che vive questo stato di cose con un enorme senso di frustrazione. Mi ha colpito in particolare una sua frase.
“Amavo moltissimo questo lavoro. Era la cosa più importante per me. Sono riusciti a distruggere tutto questo. Ora, quando vedo profilarsi all’orizzonte il lunedì, sono presa da un senso di soffocamento e di odio, perché il solo pensiero di entrare a scuola mi fa stare male!”
Grazie per averci ridotto in questo stato!

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2 thoughts on “I conti della serva (parte seconda)

  1. Hai ragione ma occhio che ci sono sempre i pro e i contro: se poi le due ore le devi sempre fare, perdi un po’ della flessibilità che hai ora. Sarebbe giusto invece che ti venisse pagato il lavoro fatto a casa, come telelavoro.

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