Curiosità e spessore

Non credo affatto che i ragazzi di oggi siano privi di spessore, come tanti colleghi affermano. I ragazzi risultano privi di spessore, se noi li abituiamo ad essere così.
Certo, è vero, i danni prodotti dalla Mariastrega ( e dai suoi predecessori, va detto!) sono stati immensi. Tutte quelle baggianate sugli assi culturali, tutto quel parolame sulle “competenze” (che poi vorrei trovarne uno, in tutta Italia, che abbia capito davvero che cosa siano, mah!) hanno prodotto in prevalenza un chiacchiericcio sterile che ha finito con l’impoverire il nostro lavoro, ci ha preso per sfinimento.
Ha scoraggiato molti di noi.
Cosa poteva produrre, del resto, una “riforma” nata solo per distruggere e partorita da chi ha sempre disprezzato la cultura per impossibilità di padroneggiarla, preferendo ad essa la pratica del quiz, della nozione superficiale, della mancanza assoluta di approfondimento?
Tutto è stato calcolato: dovevamo uscire da questo tritacarne con il morale a pezzi. Privati dei diritti, demotivati, privi dell’orgoglio di appartenenza, ridotti a proletari della trasmissione del sapere.
Mi dispiace, ma noi insegnanti dobbiamo uscire da questo torpore e pensare ai soli momenti sensati del nostro lavoro: quelli nella classe: lì non esistono scartoffie da compilare, dirigenti col delirio di onnipotenza, non ci sono genitori da fronteggiare.
Siamo solo noi e i nostri ragazzi ed in quei momenti l’obiettivo che dobbiamo darci è quello di renderli curiosi, di appassionarli alle cose che stiamo studiando. Perché noi ogni volta le studiamo insieme a loro.
Per questo motivo non è necessario sovrastarli con tutte le cose che sappiamo, anzi, risulterebbe controproducente, visto che si sentirebbero inadeguati e spinti alla rinuncia. Quello che conosciamo deve rimanere sottotraccia, pronto a venir fuori, a dare sostegno, ma l’idea che dobbiamo dare è che quella che stiamo creando è una scoperta, che coinvolge anche noi docenti.
E, sotto molti aspetti, è proprio così.
Se perdiamo la curiosità come docenti, rischiamo di diventare grigi e spenti.
(…e questo è il punto di partenza per ogni altra rivendicazione…)

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