Maria Antonietta e le brioches

“Mi indignano gli stipendi dei docenti, dovrebbero essere più alti!”
Personalmente mi indignano anche le pensioni da 500 euro e gli stipendi da fame di tanti altri impiegati pubblici, tuttavia so che ragionare per luoghi comuni è troppo semplice, poiché si elimina ogni complessità nella visione e nell’analisi della realtà.
E’ difficile per noi insegnanti accettare certe dichiarazioni, garrule, invitanti, che dischiudono visioni di paradisi e premi, ma solo per i “meritevoli”, quasi si trattasse del confetto al rosolio promesso dalla Fata dai Capelli Turchini.
Per i reprobi, il nulla.
A me, certe dichiarazioni fanno pensare immediatamente al pietismo e somigliano maledettamente all’idea delle brioches da distrubuire al popolo di Mariantonettiana memoria.
La scuola, il suo funzionamento, il mondo che sottende, bisogna conoscerli, prima di parlarne.
Cosa ne può sapere, come è sempre accaduto negli ultimi anni, un docente universitario, prestato alla politica, prestato alla Pubblica Istruzione, delle difficoltà della vita degli insegnanti?
Quanto ne sa, realmente dico, oltre i banali, e prevedibilissimi, luoghi comuni?
Forse mi sbaglierò, ma credo che questo Professorone non si sia mai trovato a dover gestire la sua vita con uno stipendio che a volte ti impone una scelta tra la spesa della settimana e una bolletta da pagare, tra pagare il bollo dell’auto e comprare dei vestiti per i tuoi figli.
Detto questo, ribadisco che non abbiamo bisogno né di elemosine, né di essere irretiti con la promessa di premi, non vogliamo soprattutto essere blanditi da nessuno.
Abbiamo bisogno di scelte politiche serie, non di frasi ad effetto, perché il nostro è un lavoro serio che merita rispetto.
E siamo anche stufi dell’uso strumentale che il politico di turno fa delle quattro certezze rimasticate, predigerite da qualche solerte ufficio stampa, che propina quelle quattro certezze apparenti che ha sul mondo della scuola.
Ritengo, a questo proposito, elencare altre frasi stereotipate da pronunciare con un bel sorriso davanti al muro di giornalisti a caccia di dichiarazioni prevedibili: “Non ci sono più le mezze stagioni!”; “I giovani non hanno più gli ideali di una volta!”; “Piove, governo ladro!”

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