Stipendio e valutazione: due strade diverse


bart_scuola 

In queste settimane è forte il tono della polemica su due punti dolenti del nostro lavoro: stipendio e valutazione. 

Non nascondo di essere favorevole alla valutazione del nostro operato, perché vorrei che non ci fossero più colleghi che decidono – a loro insindacabile giudizio – chi debba avanzare e chi debba essere fermato, pronunciando sproloqui come: “Questa qui non è da liceo, perché non capisce niente di latino” (detto di una persona proveniente dal Kurdistan, che, sì, effettivamente aveva problemi con il latino, come ne avrebbe avuti l’idiota che ha pronunciato quella frase, se fosse stata spedita in Cina a tradurre poesie dal cinese antico), non vorrei più vedere davanti a me docimologi che, tutti tronfi, affermano nei dipartimenti: “Dalla mia penna non esce mai più di sette!”, dimenticando che noi siamo tenuti ad utilizzare la scala decimale per intero e che gli eventuali voti alti non ci vengono sottratti dallo stipendio.

Sul “come” organizzare la valutazione si può di sicuro ampiamente discutere.

Non sono d’accordo sul fatto che che l’aumento di stipendio debba essere legato alla valutazione del lavoro. Sono due campi diversi.

Credo che l’aumento di stipendio debba essere legato al carico di lavoro.

Voglio che le cento-duecento ore che svolgo in più per le correzioni degli elaborati, per la preparazione delle esercitazioni scritte e dei compiti in classe, siano pagate e, se questo significa creare una differenziazione a livello retributivo, ben venga.

Come si fa a quantificare questo lavoro?

Basta restare a scuola delle ore in più (fino alle due, come negli uffici) e correggere gli elaborati in quel lasso di tempo. In questo modo emergerebbe tutto il lavoro nero che svolgiamo e,  una volta tornati a casa, non saremmo più oppressi da cumuli di compiti che avvelenano il nostro tempo libero, che proprio per questo alla fine non risulta mai tale.

E’ così difficile da pensare?

 

Annunci

4 thoughts on “Stipendio e valutazione: due strade diverse

  1. Già mi son sempre chiesto come mai mia moglie al liceo classico ha però dei dieci , mentre io in un banalissimo ITIS non ho mai visto in tutto l’istituto un voto più alto dell’8! C’erano materie poi, come meccanica che mi ha fatto scegliere di fare ingegneria, che facendo tutto perfetto nei compiti prendevo il voto più alto…. Un 7! In tutto l’istinto siamo infatti stati in due a prendere a fine anno un 7…. Possibile ? Con che criterio si limita la scala dei voti?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...