Se l’insegnante prende a pugni il Preside


image

È cronaca di questi giorni. Un’insegnante, esasperata dai rapporti conflittuali, evidentemente di vecchia data, con il suo dirigente, alla prima occasione lo ha steso con un pugno. Certamente questo è stato un caso estremo, epilogo violento e deprecabile in sé, tuttavia, esso è indice di una condizione di profondo disagio che i docenti italiani stanno vivendo.
È un dato di fatto che molto spesso nelle scuole si lavora in uno stato di tensione continua e questa tensione è altrettanto spesso dovuta ad un atteggiamento intransigente che i presidi assumono.
Dispiace dirlo, ma le più zelanti in questo senso sono le dirigenti donne, che si trasformano talora in autentiche virago, ossessionate dal rispetto della forma ed asfissianti, anche se certamente, a questo proposito, non si può parlare di una vera e propria regola relativa al genere.
Qualche settimana fa, durante un collegio docenti, la nostra dirigente ha annunciato che il Ministero intende sottoporre a valutazione l’operato dei Presidi e questa mi è parsa un’ottima notizia.
Bisognerà però vedere in che modo procederà questa valutazione. Sarebbe molto importante che essa prevedesse un momento di sondaggio degli insegnanti.
I lavoratori – fatta la dovuta tara – sono di certo in grado di esprimere una valutazione su chi li dirige.
Una consultazione aperta di questo genere potrebbe riservare – ma solo in quelli che non lavorano nelle scuole – delle vere e proprie sorprese.
Verrebbe alla luce che in moltissime scuole, infatti, la situazione è davvero pesante: dirigenti che, in preda alla Sindrome del Re Sole, non rispettano gli articoli del Contratto Collettivi Nazionale di Lavoro, dal momento che, ad esempio, si rifiutano di concedere, al docente che ne faccia richiesta, i giorni di permesso che sono in realtà un suo diritto, o Presidi che costringono i docenti, con ordini di servizio che rasentano il delirio, ad essere in presenti a riunioni che non sono previste né dal Contratto, né dai Decreti Delegati.
Spessissimo, infatti, certi ordini di servizio hanno il sapore di vendette sotterranee, così come lo diventano le assegnazioni dei docenti alle classi, con il risultato di ottenere sezioni “ghetto” in cui i reprobi vengono confinati, come accadeva tanti anni fa per i reparti verniciatura alla FIAT.
(Voglio chiarire subito un equivoco: non sto parlando di me in particolare, ma quelle che ho descritto sono situazioni che, in parte vivo ed ho vissuto, ma in gran parte mi sono state raccontate da colleghi esasperati.)
Quello che non si comprende è che il clima che si crea in una scuola è essenziale per lavorare bene. Basterebbe così poco, in fondo!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...