I Mille e La Buona Scuola


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Sembra che il governo stia smussando alcuni punti del progetto di riforma chiamato “La Buona Scuola”.
Meglio così.
Le cose da cambiare in quel progetto sono moltissime.
Una delle iniziative più interessanti mi pare quella di voler coinvolgere mille insegnanti nella discussione.
Certo, finora il Governo non ha dato il meglio di sé nel confronto.
Le idee, le “pensate”, che sono uscite fuori dal cilindro della Ministra o dei vari sottosegretari non hanno entusiasmato nessuno, anzi, hanno creato molta rabbia in quelli che lavorano nella scuola. Per i modi e per i contenuti.
Tuttavia è importante tenere presente che le nostre reazioni sono state in qualche modo recepite. Forse, una volta tanto, lassù qualcuno ci ascolta.
Forse.
E allora è il caso di farsi avanti: anche stavolta l’impresa dei Mille servirà a dare una svolta alla situazione.
Avanti, Mille, proponetevi a Ministra e Governo!

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I disastri della Mariastrega


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La mia Dirigente, specie in Collegio dei Docenti, ci ricorda molto spesso che questo è l’anno in cui “la Riforma entra a regime”.
Ogni volta che sento questa frase, non posso fare a meno di provare un moto di rabbia.
Sì, rabbia.
Per il pressappochismo con cui questa “riforma” è stata messa insieme.
Per lo zelo con cui i Dirigenti (tutti formati nell’ideologia gelminian-brunettiana) l’hanno applicata.
Per i danni che i tagli lineari hanno prodotto al sistema-scuola.
Per le difficoltà che noi docenti dobbiamo affrontare nel gestire le classi “pollaio”.
Per l’eliminazione di materie come la Storia dell’Arte dal biennio di molti indirizzi.
Per la banalizzazione del Latino all’interno del liceo scientifico.
Per l’eliminazione degli indirizzi sperimentali, che nel tempo hanno prodotto molte eccellenze.
Per l’infima caratura culturale che sta dietro a tanti figuri che hanno progettato e messo in opera questo sfacelo.
Chi ogni giorno si siede dietro la cattedra tocca con mano le conseguenze di quella macelleria, priva di capo e coda, che qualcuno si ostina a chiamare “Riforma Gelmini”, dimenticando che la parola “riforma”, specie in ambito pedagogico, fa riferimento ad un ripensamento, ad una riflessione, alla rielaborazione di un sistema, elementi in genere provenienti da persone competenti.
Già, la “competenza”, questa parola con cui ci hanno riempito le tasche per anni, il termine che, insieme ad “assi”, (altro evergreen gelminiano, ma anche fioroniano) ha ossessionato le nostre riunioni di “dipartimento”, senza che – peraltro – nessuno sia riuscito a capire bene cosa si volesse dire, dove si volesse andare a parare.
Ogni volta che mi trovo di fronte a ragazzi di prima liceo che non riescono ad orientarsi nei meandri della storia antica, perché la ignorano quasi completamente. Ogni volta che osservo nel concreto i danni prodotti dalla svalutazione delle geografia. Ogni volta che vedo il successo dei licei scientifici ad indirizzo “Scienze Applicate”, privi del latino (ma qui il rammarico è del tutto soggettivo), non posso fare a meno di mandare una maledizione, alla Mariastrega ed a tutti quelli che sono stati operosi e zelanti applicatori della sua insensata e deleteria riforma.
Possa per voi iniziare – politicamente parlando – l’anno del vostro declino e del vostro tramonto.
Dimenticati e maledetti da tutti.

Questione di tubi


Chissà quanti tubi intasati doveva avere la nostra Mariastrega, per potersi fregiare addirittura  di un idraulico ufficiale, che le faceva anche da autista. Stando a quel che dicono i giornali, la nostra (per fortuna) ex-Ministra, nel periodo in cui era consigliere regionale in Lombardia, aveva un autista. E fin qui niente di strano: ognuno può decidere di guidare, oppure no.

Questo autista era anche il suo idraulico. E anche in questo  caso nulla da obiettare: hai visto mai che, mentre te ne vai a Milano insieme all’autista, ti si rompe il tubo della lavatrice e ti si allaga tutta casa? Hai la soluzione e la chiave inglese della misura giusta a portata di mano.

Pare, però, (e questo fa nascere in noi brutti pensieri) che la nostra Mariastrega abbia fatto avere al suo autista-idraulico una consulenza da migliaia di euro all’anno pagata dalla Regione Lombardia ( e dunque da noi): questa consulenza pare fosse dovuta a non meglio precisate competenze in possesso dell’uomo.Viene da ridere (o da piangere) pensando al fatto che la nostra Mariastrega ha imposto alla scuola italiana una dieta feroce, tagli dissennati alle ore di lezione, materie che, di punto in bianco, sono scomparse dall’orizzonte (latino al linguistico, storia dell’arte in molti indirizzi e via discorrendo).

Tutto questo in virtù di una politica del risparmio che – si diceva – si imponeva, almeno stando a ciò che dicevano la Ministra insieme al Ministro Bleso. Nel frattempo quelle stesse risorse, tanto preziose, soprattutto per noi, venivano dirottate verso obiettivi non del tutto limpidi.

Poi ci si lamenta se stiamo diventando tutti forcaioli e qualunquisti.