I rischi del Dirigente Plenipotenziario


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Ho già raccontato questa vicenda più di un anno fa, ma forse andrebbe riletta, alla luce delle possibili implicazioni con il Ddl su La Buona Scuola, nelle parti relative allo strapotere previsto per il Dirigente Scolastico.
Alcuni anni fa ho avuto un incarico annuale in una scuola piuttosto lontana dalla città in cui vivevo. In questo istituto alcuni ragazzi avevano messo su un bel traffico di stupefacenti ed i carabinieri che indagavano avevano ottenuto da parte del giudice del Tribunale dei Minori l’autorizzazione ad installare delle microcamere nelle aule, per riprendere l’attività criminosa.
Non altro.
Nessuno, a parte il Preside, sapeva alcunché di tutto ciò e dunque per mesi siamo stati ripresi, noi tutti: alunni, docenti, personale ATA.
Le telecamere erano dovunque, persino nei bagni.
Un bel pomeriggio ci siamo ritrovati tutti per un Collegio dei Docenti e, visto che le indagini erano ormai concluse (di lì a poco alcuni dei ragazzi sarebbero stati arrestati), il Preside ci ha raccontato tutto, per filo e per segno.
Sorpresa generale, colleghe indignate che gridavano, perché la loro intimità era stata violata all’interno delle toilettes, risolini isterici diffusi un po’ tra tutti noi.
Ma il meglio doveva ancora arrivare.
Arrabbiatissimo, il Preside ci informa del fatto che, visionando le immagini, i carabinieri lo avevano informato di un fatto, a suo dire, incredibile.
C’era un collega che regolarmente entrava in classe, si limitava ad aprire il giornale e lasciava che nelle sue ore i ragazzi facessero quello che desideravano fare. Nulla. La baraonda.
Il Dirigente disse che non avrebbe fatto nomi, che non era in grado di prendere provvedimenti disciplinari, dal momento che le microcamere erano state posizionate per filmare altri reati, ma ci raccontò tutto.
Le cose sarebbero restate in quello stato fluido ed indeterminato, se non fosse intervenuto, pieno di rabbia, il Vicepreside a puntare il dito contro il collega, dicendogli davanti a tutto il Collegio che tutti sapevano che era proprio lui il colpevole.
Non era così, ma a quel punto il reprobo – o presunto tale – era stato smascherato.
A quel punto venne fuori il putiferio. Una vera e propria sceneggiata all’italiana, che solo dopo parecchi minuti si ricompose, anche se a fatica.
Guardandolo retrospettivamente, uno dei migliori e più divertenti, tra i mille Collegi dei Docenti soporiferi ai quali ho partecipato nella vita.
Voi direte: “…e allora? Lo hanno sospeso? E’ stato allontanato da tutte le scuole del Regno?”
No. Un paio di anni dopo era Preside.
Già.
Domanda:
“Secondo voi, con quale criterio agirebbe oggi, o domani – se nel frattempo non è stato pietosamente inghiottito dalle secche della pensione – un personaggio come quello? Come applicherebbe lui “La Buona Scuola”?”
Ah, saperlo!

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