Renzi e il Nodo di Gordio


Nodo di Gordio, Nodo di un ricordo

Molti mesi fa ho iniziato a scrivere su questo blog perché c’era una serie di cose che mi dava molto fastidio ed ho sentito il bisogno di capire se sarebbe stato possibile condividere con altri colleghi quello che penso e, magari, avviare, di tanto in tanto una riflessione tra noi su questo nostro mestiere.
1) La prima questione – per me di fondamentale importanza – era quello dell’orgoglio perduto.
Come era stato possibile – mi dicevo e scrivevo – che qualcuno fosse riuscito a toglierci l’orgoglio dell’appartenenza? Perché, da categoria rispettata e considerata, ci eravamo trasformati nei Fracchia del mondo del lavoro?
Sono – e resto – dell’idea che molti dei nostri problemi sono nati in quel punto e da lì era e resta essenziale ripartire.
2) In secondo luogo un tema che mi stava a cuore e di cui ho parlato tante volte era quello dello strapotere dei Dirigenti Scolastici.
Pur non avendo l’indole della rivoluzionaria, non nutro alcun timore nei confronti delle figure che rappresentano il potere e non ho mai avuto – fin da ragazzina – paura di indicare la nudità del re.
A me queste figure dei nuovi dirigenti morattian-gelminiani sono sembrate da subito patetiche nel loro essere tanto zelanti, così ossequiose ed incapaci di rapportarsi con la norma se non per applicarla alla lettera, per il gusto di blandire i gradi più elevati della piramide del potere; nello stesso tempo, i nuovi dirigenti si sono dotati di uno strabismo sorprendente – ma nemmeno troppo – dimostrandosi molto abili a piegare le norme “sgradite”, i “residui del ’68”, per esempio. “Professore, so bene che la norma dice così, ma Lei deve eseguire senza discutere il mio ordine di servizio!” – ci è stato spesso risposto.
3) L’altro ordine di problemi era rappresentato dalla sempre più crescente difficoltà ad arginare da una parte il narcisismo esasperato dei ragazzi di oggi (gli “egomostri” come qualcuno li ha definiti) dall’altra l’incapacità di tanti genitori di svolgere con serenità il loro mestiere e la loro tendenza a chiedere alla scuola ed ai suoi docenti di farsi carico di compiti e di aspettative palesemente esagerati.
Lo sciopero di martedì per me rappresenta la richiesta di affrontare con serietà questi nodi, che non sono affatto separati, ma presentano l’aspetto del famoso Nodo gordiano.
Noi non ci aspettiamo da Renzi una soluzione allo scioglimento di questo nodo simile a quella che che Alessandro Magno trovò velocemente – tagliandolo di netto con la spada.Sarebbe semplicistico e superficiale, oltre che irrispettoso.
Certi nodi hanno bisogno di pazienza e perseveranza, per essere districati. Speriamo che il governo possieda entrambe queste qualità. Almeno a partire da mercoledì.

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