Il cerchio magico


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Chi ha pensato e scritto “La Buona Scuola” sa poco e niente di come funziona la scuola, quella di oggi, almeno.
Ne parlavo proprio ieri con Paolo, amico e collega, che insegna in un istituto tecnico della mia provincia.
“Ti pare che una persona che conosca bene l’andazzo delle scuole affiderebbe la valutazione degli insegnanti nelle mani del Dirigente? Meno male che Acido Cloridrico è andato in pensione, se no ti immagini che guaio le sue valutazioni? Avrebbe fatto avanzare solo le sue amiche, proprio quelle che in classe aspettano solo il suono della campanella!”
Ridiamo.
Il vecchio Dirigente della scuola di Paolo, da poco in pensione, aveva un rapporto pessimo con molti dei suoi docenti.
“Ora lui non è più una minaccia per voi! Però, Paolo, resto dell’idea che una valutazione per noi sia necessaria, indifferibile. Sai meglio di me che tra i docenti ci sono tante persone che lavorano poco e male e che sono proprio loro a screditare il lavoro che gli altri svolgono con grande passione, nonostante tutto.”
“Certo. Ma sai altrettanto bene che il Dirigente troppo spesso oggi ha intorno la sua “Corte dei Miracoli”, il “Cerchio Magico”. A volte sono raggruppati lì tutti i perdigiorno, quelli che sperano nell’ombrello protettivo del potere e si rifugiano lì sotto proprio per continuare indisturbati a non fare nulla!”
Sospiriamo.
Questo della valutazione sembra essere proprio un vaso senza manici. Sappiamo che è indispensabile farla partire in qualche modo, è il “come” che si fa via via impraticabile.
“Una forma di controllo del nostro operato ci deve essere. I nostri ragazzi a volte sono in balìa di persone che arrivano a minare l’autostima, in un momento dello sviluppo in cui si possono fare danni irreparabili. L’insegnante che non conosce le materie che insegna, in fondo, crea danni meno gravi, rispetto a quello che arriva a danneggiare la personalità di un alunno.”
“Ti ho raccontato la mia esperienza al liceo, no? Nessuno mai è intervenuto contro quell’insegnante. Anzi: tutti a sottolineare quanto profondamente conoscesse la sua materia. Ma non era questo il punto! Ci distruggeva dentro! Faceva penetrare dentro di noi l’idea che fossimo delle nullità! Per anni, dopo la fine del liceo, non ho mai più voluto mettere piede in quella scuola. Poi, un giorno, arrivo lì per un corso di aggiornamento e che vedo? Gli avevano addirittura intitolato un’aula! A lui che ha distrutto per decenni la serenità di centinaia di persone! Secondo me avrebbero dovuto intitolargli lo sgabuzzino delle scope!”
Con Paolo non si smette mai di ridere.
“C’è un mondo di saprofiti che gravita attorno al potere. Come pensi che andrebbero le cose dopo l’approvazione di questa riforma? Quali saranno i sommersi e quali i salvati?”
Sospiriamo ancora.

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