Genitori 2.0


finalmente-a-scuola

“Se i genitori non riescono ad accettare la realtà delle cose, come possono farlo i loro figli?” – mi dice Paolo, mentre siamo seduti al bar.
Paolo, mio amico e collega, mi ha appena raccontato un episodio che ha creato in lui un’indignazione fortissima.
C’è stata sulle pagine di facebook una vera e propria sollevazione dei genitori, con accuse ed insulti diretti contro i professori della sua scuola, rei di aver bocciato “troppo” e di aver assegnato un numero eccessivo di debiti.
E’ così: siamo arrivati ad un punto tale che ormai un debito, uno studio individuale, vengono vissuti da alunni e genitori come punizioni, come offese di carattere personale, da “lavare” con accuse e maldicenze, spesso messe nero su bianco, appunto, su facebook.
I responsabili di tutto sono, ovviamente, i professori, che non hanno saputo “lavorare”, “capire”.
(O forse i docenti non hanno saputo, o voluto, “giustificare” o “assolvere”, come tanti, troppi, genitori di oggi si sono rassegnati a fare.)
Guai ad ammettere di aver generato dei lavativi, dei vagabondi perdigiorno, incapaci di assumersi la minima responsabilità. Sarebbe come ammettere il proprio fallimento.
Dunque la colpa di tutto è di noi professori.
“Forse ha ragione Umberto Eco, quando dice che facebook ha dato fiato agli imbecilli. Come valuteresti questi genitori?”
“Penso che la parola d’ordine di oggi sia ‘deresponsabilizzare’.”
“Ci ringraziano in questo modo, dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto quest’anno per riconquistare la dignità perduta!”
Paolo insegna in un istituto tecnico della mia provincia, una scuola sempre in bilico con le iscrizioni; piccola ma agguerrita.
Quest’anno c’è stato un avvicendamento di Dirigenti e, durante gli scrutini, il nuovo Preside ha scelto di agire con serietà, sostenendo gli insegnanti che volessero assegnare i debiti e non ostacolando le bocciature, se motivate.
Il numero dei rimandati e dei promossi ha dunque avuto una notevole impennata, rispetto agli anni precedenti, quando era dirigente Acido Cloridrico.
Paolo ha una rabbia sconfinata nei confronti del vecchio dirigente ormai in pensione e non perde occasione per attaccarlo.
“Tu lo sai, con lui la qualità della nostra scuola si è abbassata moltissimo. Mirava quasi esclusivamente a questo, a renderci lo zimbello della provincia. Non gli premeva la sorte di una scuola di cui era solo un reggente. A lui stava a cuore soltanto l’istituto tecnico di ****, verso il quale ha cercato di dirottare anche le nostre iscrizioni.”
“Non ci pensare più, ormai questo è il passato!” – provo a dire, per calmarlo.
“Vedi bene che, però, risalire la china sarà molto complicato!”
Quest’anno lo sforzo di tutti è stato quello di tornare ad uno standard qualitativo di livello superiore, anche per questa piccola scuola, che non potrebbe permettersi emorragie di iscrizioni.
I genitori, tuttavia, non hanno colto il senso di questa operazione.
“Parlano tanto di qualità, ma guai a toccare gli interessi individuali!”
“Legge e ordine, ma per gli altri!”
In mezzo c’è, nemmeno tanto sottotraccia, una crisi della genitorialità che sarà l’emergenza sociale dei prossimi anni.

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2 thoughts on “Genitori 2.0

  1. Questo è uno dei motivi per cui non affiderei mai la valutazione del nostro operato ai genitori, e nemmeno agli studenti che spesso sono condizionati dai giudizi che vengono espressi in famiglia. Forse la #buonascuola renziana vuole proprio questo: scuole in cui sono tutti promossi, nella convinzione – del tutto errata – che ciò sia sinonimo di serietà e competenza dei docenti. Finirà che proprio le scuole in cui non ci si abbasserà a questo livello saranno inserite nella lista nera. Alla faccia della #buonascuola. 😦

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