Ognuno di noi crei una lista delle priorità


punto interrogativo

Il nostro Presidente del Consiglio – evidentemente mal consigliato, se non addirittura in malafede – accusa gli insegnanti di essere sempre e solo oppositivi, di non avere nulla di costruttivo da proporre.
Se solo si fosse dato la briga di ascoltarci nei mesi scorsi, se solo avesse speso un po’ di tempo per confrontarsi realmente con noi, avrebbe invece scoperto che gli insegnanti – la gran parte di essi – hanno davvero a cuore la scuola, al punto che riescono a farla funzionare NONOSTANTE la miriade di cose che impedirebbero anche l’andamento della semplice routine quotidiana (vedi: riscaldamento degli edifici largamente insoddisfacente, con le aule che toccavano a gennaio dodici gradi appena, toner delle stampanti mancante all’appello per mesi e mesi, scotch e puntine da disegno che ognuno di noi ha dovuto acquistare a proprie spese, carta igienica disponibile solo usata…).
Dato che veniamo accusati di non volere l’evoluzione della scuola, di voler campare su rendite di posizione (quali, please?), quasi fossimo noi la “casta” del Paese, allora è forse il caso che con un gigantesco flash mob tutti noi presentiamo la “nostra” lista delle priorità.
Facendo un grande lavoro di sintesi ne dovrebbe venir fuori una serie di proposte decenti, che non vadano a toccare chissà quale empireo della didattica e dell’andamento burocratico-amministrativo, ma mirino semplicemente ad una navigazione tranquilla e stabile della nostra enorme nave in avaria pilotata da decenni, almeno da Berlinguer ai nostri infelicissimi tempi.
Questa è la mia lista:
1)Diminuire, anziché aumentare, il potere dei dirigenti scolastici. Tutti noi guadagneremmo in serenità.
2)Eliminare la corte dei miracoli – lo “staff” – che oggi infesta i luoghi intorno alle varie Presidenze.
3)Diminuire il numero degli alunni nelle classi. La qualità del nostro lavoro aumenterebbe enormemente, poiché potremmo intervenire capillarmente nelle situazioni critiche e potremmo spiegare ed interrogare in santa pace.
4)Vorrei che mi si riconoscesse l’enorme mole di lavoro che svolgo a casa. Solo quest’anno ho corretto quasi mille elaborati, il che fa quasi duecento ore di lavoro svolto gratuitamente, a totale danno della vita privata.
5)Vorrei potermi aggiornare, ma seriamente, non essendo costretta a seguire corsi di aggiornamento svolti dagli “amici degli amici”, che con lauti gettoni si accaparrano gli istituti tutti della provincia, svolgendo lezioni durante le quali si spaccia per oro colato un contenuto che definire scontato è poco. Voglio fare il mio aggiornamento direttamente all’Università, dove la ricerca è quasi sempre buona e dove ci si affida al flusso delle novità, cosa che ci impedirebbe di fossilizzarci sulle nozioni acquisite da tempo.
Mi limito a questi pochi punti, ma sono sicura che dalla nostra creatività potranno uscire molte idee interessanti e costruttive.
Facciamole uscire allo scoperto!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...