Bullismo, che paura!


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Il bullismo a scuola è sempre più diffuso. Ci sono migliaia di ragazzini – specie alle medie – che quotidianamente devono affrontare il terrore di varcare la soglia della scuola e della loro classe. Il motivo della diffusione epidemica di atti di bullismo? In realtà i motivi sono molti, ma alcuni di essi sembrano pesare più di altri. Innanzitutto la presenza a scuola di ragazzi del tutto ineducati, resi forti dal fatto che sanno di avere alle spalle dei genitori da tempo incapaci di imporsi, rispetto ai pargoli, con regole anche minime e dunque, come educatori, sono privi di qualsiasi autorevolezza agli occhi dei figli, resi rabbiosi dalla mancanza, intorno a loro, di qualsiasi forma di contenimento. Invece di ammettere il loro palese fallimento, poi, questi uomini e queste donne sono i censori più intransigenti della scuola, se essa accenna anche minimamente a censurare il comportamento dei loro figli.
Un’altra assenza che troppo spesso appare chiara è quella di tanti colleghi, che non si trovano in classe quando dovrebbero e, se ci sono, fanno finta di non vedere.
La situazione più drammatica, come dicevo, è quella delle Scuole Medie. Credo che troppo spesso ci si trovi di fronte a situazioni totalmente fuori controllo, a mio avviso, senza che, a questo punto, si possa più porre un rimedio, se non demolendo tutto, compreso l’edificio.
Ho vissuto in prima persona l’esperienza con mio figlio, che è entrato sereno in prima media dalle scuole elementari ed è uscito in terza psicologicamente provato, per via delle violente pressioni che un gruppetto di compagni incivili imponeva a tutta la classe. Lui ancora oggi dice che è stata una grande palestra di vita, ma io non ne sono convinta.
Per essere più chiara: quegli incivili, seduti nelle ultime file dei banchi, si masturbavano in classe, quasi tutti i giorni, e molti degli insegnanti, forse per un senso di spossatezza (erano vicini alla pensione), forse per non avere guai ( credo che sia stato un insieme delle due cose) non alzavano nemmeno gli occhi per controllare, pur sapendo benissimo quello che accadeva durante le ore di lezione.
Il medesimo gruppetto di incivili aveva poi terrorizzato il resto della classe con minacce di ritorsioni tremende se qualcuno avesse provato a fare la spia “ai grandi”.
Come insegnante delle superiori, poi, ho modo di ascoltare i racconti dei ragazzi di prima liceo, che descrivono situazioni desolanti, vissute alle scuole medie: botte, vessazioni, prepotenze all’ordine del giorno e assenza costante di controlli in moltissimi casi. Colleghi che non sono in classe all’arrivo degli alunni e che non aspettano che tutti siano usciti di classe, in modo tale che in quei minuti, pochi, il cretino di turno ne approfitta per terrorizzare la maggior parte dei compagni, che poi non ha il coraggio di denunciare.
Se non si pone rimedio a tutto questo, qualsiasi campagna di “sensibilizzazione”, magari calata dall’alto, non riuscirà a sortire effetto alcuno. Saranno solo parole che cadono nel vuoto.

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