Il vaso di di terracotta che viaggia in mezzo ai vasi di ferro


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In base al Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro i docenti vengono individuati come soggetti responsabili della sicurezza degli alunni, dal momento in cui questi entrano in aula, fino al momento in cui arriva un altro docente, al cambio dell’ora, a prendersi in carico la responsabilità, o fino al momento in cui gli alunni non varcano di nuovo la soglia della scuola, cioè all’uscita.
Il terribile episodio avvenuto qualche giorno fa, di un ragazzo caduto dalla sedia e morto per i gravissimi traumi riportati, ha ricordato a tutti noi insegnanti come sia facile passare in un secondo da una situazione di caotica normalità ad una tragedia imprevedibile.
Imprevedibile?
Stando alla normativa, noi insegnanti dovremmo essere in grado di prevedere tutto, anche un attacco degli alieni, ma nella pratica quotidiana ci muoviamo in contesti dove ci sarebbe da ringraziare Dio, ad ogni suono di campanella, se in quell’ora non è accaduto nulla. Se sono tutti sani e salvi.
Ci sono aule di nemmeno trenta metri quadri in cui sono stipati trenta e più alunni. Se ci si trovasse di fronte ad una evacuazione improvvisa e non simulata, la maggior parte dei ragazzi rimarrebbe di certo vittima della calca che si verrebbe a creare.
Quest’anno in una delle mie classi i miei alunni sono così stipati, che un incidente come quello avvenuto in Abruzzo qualche giorno fa non potrebbe accadere, per mancanza assoluta di spazi vuoti.
La sicurezza a scuola è lo spauracchio con cui ci confrontiamo ogni giorno: alunni che giocano con le matite durante le lezioni, che roteano gli ombrelli al momento dell’uscita, ragazzi che corrono in corridoio durante la ricreazione, che si spintonano mentre escono, scendendo le scale. Moltiplicate queste situazioni a rischio per trenta alunni e forse riuscirete a capire l’ansia che coglie l’insegnante. Troppo spesso egli si sente come il classico vaso di terracotta costretto a viaggiare in mezzo ai vasi di ferro: perché, alla fine, è lui l’elemento che viene citato in giudizio come colpevole di mancata vigilanza nell’ipotesi di un grave incidente.
A scuola ormai è tutto un proliferare di cartelli di allarme: sui vetri, accanto alle scale. Sulle rampe sono appesi avvisi che spiegano il pericolo insito nello sporgersi troppo, come se questo non fosse implicitamente chiaro, senza ingenerare il terrore tramite cartelli lapalissiani.
Questo spiega perché così spesso noi ci dotiamo di forme assicurative di autotutela, perché il fatto di dover rispondere civilmente e penalmente di quello che compiamo ogni giorno ci rende davvero inquieti, soprattutto perché troppo speso ci muoviamo in contesti che hanno la fragilità di un castello di carte. Altro che Buona scuola!

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3 thoughts on “Il vaso di di terracotta che viaggia in mezzo ai vasi di ferro

  1. Certo che è l’insegnante il responsabile della sicurezza dell’alunno. Chi dovrebbe esserlo altrimenti? Già fa di tutto per far scivolare su alunni e genitori la responsabilità dell’apprendimento.

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