Paolo, il telefono e la pratica dell’Om


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Mi convinco sempre di più del fatto che, se non si dà una calmata, al mio amico Paolo, collega e amico che insegna in una scuola della mia provincia, verrà un coccolone.
Se la prende troppo, per ogni cosa che accade a scuola, è davvero rétro, rispetto al nuovo che avanza (purtroppo) sempre di più.
Ieri mattina ci siamo visti per andare in giro per mercatini. Cappuccino e chiacchierata. Si vedeva che era furibondo, ma avevamo stabilito prima che non avremmo assolutamente parlato di scuola.
Se ne stava seduto sulla sedia come un supplì che sta friggendo nell’olio.
“Dimmi tutto, avanti!” – ormai ero rassegnata.
“Non ne posso più! Ti giuro! Me ne vado! Me ne vado da quella scuola maledetta!”- ha quasi urlato, facendo voltare molti dei presenti.
“Paolo! Hai bisogno di calmarti! Te lo dico da un bel po’ di tempo, se tu venissi con me a fare yoga, forse riusciresti a farti scivolare addosso certe arrabbiature, che alla fine risultano inutili!”
“Beh! Vedrai che quando ti avrò raccontato cos’è successo, ti arrabbierai anche tu!”
Che era successo?
Mentre se ne stava in classe a ricreazione, Paolo era stato chiamato da una bidella.
“Professore, la vogliono al telefono!”
Lui aveva pensato ad una chiamata dalla segreteria, o dalla Dirigente. Niente di tutto questo.
“Era la mamma di un ragazzo che avevo interrogato alla prima ora e che aveva preso un brutto voto! Voleva conoscere gli argomenti dell’interrogazione!”
“E come mai?”
“Aveva aperto il registro elettronico ed aveva notato il brutto voto, la macchia! La signora voleva sapere le motivazioni dell’insufficienza!”
“Ma è una cosa grave, gravissima! Come mai il centralino si è permesso di passarti quella telefonata?”
“E infatti! Comunque le ho chiarito ben bene che non era settimana di ricevimento e che, qualsiasi cosa avesse da dirmi era quello il momento per parlare con me e non altri! E lo sai che cosa mi ha detto?!”
“Cosa?”
“Che sono uno che si altera troppo facilmente e preferiva non continuare la chiacchierata. Allora io le ho risposto che ero IO a non voler proseguire quella conversazione! Ma dico! Dove vogliamo arrivare? Anche al telefono ci chiamano, pure durante le ore di lezione!”
“Adesso calmati! Vedi, avresti proprio di fare pratica con l’Om, in questo momento, mio caro!” – gli ho risposto, cercando di sdrammatizzare.
Certo che, però, la nostra vita si fa ogni giorno più difficile, stretti come siamo tre esigenze così diverse e contrastanti. Altro che Om: ci vorrebbe calmante a piovere!

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