Un professore di calibro


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Quando un giorno uno dei miei professori delle medie profetizzò che sarei stata una persona di calibro, forse non si era reso conto, lì per lì, che non aveva pronunciato una luminosa metafora, ma aveva intravisto il mio destino, preciso. Al millimetro.
Se si dà retta a ciò che circola sulla rete, a proposito di Ordinanze Ministeriali bislacche, da domani, giorno di partenza per la gita a Roccacannuccia, dovrò arrivare davanti al pullman munita del mio calibro personale, pronta a misurare lo spessore di ogni pneumatico, dl momento che sarà affidata a me anche la valutazione dell’idoneità del mezzo di trasporto, a partire dalle gomme. Passerò quindi ad ispezionare lo spessore dei tergicristalli, a provare, prima della partenza, se l’Abs tiene davvero alla frenata improvvisa, se le cinture di sicurezza trattengono sul serio, se la testata del motore non sia prossima alla fusione, se quel fastidioso “tic-tic” proviene da un cuscinetto che ci sta per salutare, oppure se è un bullone troppo lento nel sistema di trasmissione.
Sì, perché io, Laurea in Lettere, Laurea in Conservazione dei Beni Culturali, Patente auto B, conseguita nel glorioso 1983, io, che non so nemmeno dove è alloggiato il cric della mia Pandina, secondo il Ministero ho le competenze giuste per valutare l’idoneità del mezzo su cui viaggeremo io e la mia classe!
Per quanto riguarda lo stato psicofisico dell’autista dovrò, alle sette di mattina, annusare la sua fiatella, per carpire tracce di alcolici, osservare le pupille con una lampadina, alla ricerca di festini a base di droghe, fargli recitare l’intera gamma delle declinazioni latine e greche, per vedere se i suoi neuroni funzionano e reggeranno l’intero viaggio.
Tutto questo in aggiunta alle risibili responsabilità di cui sono stata insignita all’atto della nomina a docente-accompagnatore.
Ma se domattina, invece di andare a Roccacannuccia, mi dessi malata e me ne restassi sotto le coperte a sognare un viaggio in solitaria, qualcuno avrebbe da obiettare qualcosa?

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2 thoughts on “Un professore di calibro

  1. Al di là di tutte le situazioni paradossali in cui ci potremmo/dovremmo trovare se diamo retta a quei geni del ministero, stavo pensando che, se nelle scuole c’è un addetto alla sicurezza, dovrebbe essere lui ad occuparsi dei controlli. Insomma, se è vero che gli accompagnatori hanno delle responsabilità e il DS pure, sarebbe una cosa sensata delegare chi ha maggiori competenze specifiche. In teoria, per dire, se programmiamo un viaggio a Parigi, dovremmo ispezionare le strutture alberghiere prima di mandarci i ragazzi. Se mi pagassero il viaggio, sarei felice di ispezionare, ma figurati se la scuola ha i fondi.
    Credo che bisognerebbe abolire le visite e i viaggi di istruzione. Ma dovrebbe pensarci il ministero perché, almeno qui, i genitori scelgono le scuole – di pari indirizzo, naturalmente – in base alle gite proposte. 😦

    • Ho smesso da tempo di partecipare alle gite di più giorni, perché lo stress è troppo forte, le responsabilità, pressanti. Ogni tanto mi capita di partecipare a quelle di un giorno, ma non spesso e solo se si tratta di iniziative effettivamente legate al lavoro svolto in classe. Anche qui il rischio che si corre è troppo forte: conto gli alunni in continuazione, come fa un pastore con le pecore! 😀

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