…e batosta fu…


Premetto subito che al referendum mi sono schierata ed ho votato per il sì. Il mio voto era sulla riforma costituzionale,  non pro o contro Renzi. Ho cercato – con mille difficoltà, mille dubbi – di non trascinare la mia rabbia di insegnante in un contesto che, a mio avviso, era diverso, aveva a che fare con scelte di natura politica che, al contrario di quelle della Buona Scuola, condividevo.

Non ho visto – al contrario di molti  – alcun disegno eversivo nel progetto di riforma costituzionale.

Molti, invece, hanno letto questo appuntamento elettorale come se si trattasse di un’ordalìa: una vera e propria resa dei conti voluta, se non da Dio, dalla sorte.

Ho preferito non farmi trascinare da questa che a me è parsa una sanguinaria vendetta collettiva. Non mi piacevano i toni esagitati degli interventi, anche se capivo che a parlare era la rabbia, finalmente libera di esprimersi, di chi si era sentito tradito dal Capo del Governo, cioè dal segretario di quel Partito Democratico che molti di noi hanno votato a lungo.

Ho scritto molte cose contro la famigerata legge 107. Le penso ancora oggi. Ho scioperato contro questa schifezza di legge.

Ancora oggi non mi capacito della straordinaria insipienza dimostrata dall’esecutivo in quella occasione.

Eravamo reduci dalle mostruosità operate dalla Mariastrega.

Il mondo della scuola, esausto, dopo la parentesi infausta del governo Monti,  era in attesa di una mossa portatrice finalmente di riscatto, di speranza.

Lo stesso Renzi aveva acceso le nostre speranze – almeno all’inizio – poiché aveva più e più volte pubblicamente espresso il desiderio di rimettere la scuola al centro del dibattito politico.

E invece no.

La speranza è durata poco. Ci siamo trovati di fronte ad una serie di scelte incomprensibili,  a cose pensate male,  imposte con la forza, ad un’accozzaglia di mostri giuridici e pedagogici che hanno lasciato tutti noi con gli occhi sbarrati.

Il modo, poi!

Invece di dare vita ad un’operazione che ci avrebbe conquistato quasi tutti: una gigantesca consultazione che, partendo dalla base,  potesse dare un quadro chiaro delle esigenze e delle priorità della scuola, il Capo del Governo, il Ministro,  hanno preferito calare dall’alto cose irricevibili ed imporle senza discussione.

Tutto questo è stato compiuto contro un gruppo di lavoratori che – da sempre – aveva votato a sinistra. Sarebbe stato chiaro anche all’essere meno avveduto di questo mondo che queste scelte scellerate, compiute contro lavoratori che per la prima volta nella storia recente avevano scioperato compatti (non era accaduto nemmeno per la Mariastrega), avrebbero avuto ripercussioni a livello elettorale.

Un tremendo errore di carattere tattico.

Portato avanti con insistita protervia, persino con la derisione aperta di noi insegnanti. Fannulloni che scioperano.

Queste sono cose che non si possono dimenticare. Le elezioni amministrative di primavera avevano dato un segnale molto chiaro. La protesta, il voto di ribellione erano palesi a tutti. Tuttavia, il nostro Renzi ha preferito procedere dritto per la sua strada, fino all’epilogo di domenica sera (purtroppo, aggiungo io), ormai scontato.

Non una parola chiara di scuse, non una promessa di tornare indietro.

Gli insegnanti sono stati lasciati, mani e piedi legati, agli estremisti. La loro voglia di gridare rabbia ha trovato facile confluenza nel bacino di chi ha fatto della rabbia, della sua espressione, la sua ragion d’essere, la cifra ontologica.

Ora, però, siamo qui a guardare le macerie. A pensare a quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Per miopia, per sciocco calcolo politico, per arroganza,, per egocentrismo. Per un bel mix di tutte queste belle qualità.

Ad essere sincera, non nutro speranze per chi arriverà dopo. Alcuni, arrivati a governare a furor di popolo le città, si stanno dimostrando incapaci in modo allarmante.  E si parla di città! Altri, sono quelli che hanno preceduto immediatamente tutto questo.

Forse la scuola tornerà ad essere laboratorio di macelleria sociale. Peccato!

Quanto spreco di futuro!

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