“Venghino, siori, venghino!”


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Credo che l’inizio della disfatta sia cominciato quando una bella mattina a qualche buontempone del Ministero della Pubblica Istruzione è venuta in mente l’idea di mettere le scuole in competizione le une contro le altre.

“Perché non creiamo tra le scuole una bella gara, ogni anno? In palio, le iscrizioni, che fanno vincere ( o perdere!) posti di lavoro! Vediamo cosa si inventano, questi tapini!”

Voi giornalisti cercavate l’archè? Il motivo per cui l’insegnamento (anche quello dell’italiano) nelle scuole è entrato in crisi?

Eccoci nel punto giusto. Nell’origo criminis.

Già, è stato proprio questo il momento in cui la qualità ha cominciato a vacillare, a scendere a patti con le regole del mercato.

Nel momento del “Si salvi chi può!”.

Da quel punto in poi, niente è stato più come prima.

Facevo questa triste riflessione proprio oggi, nel pomeriggio, mentre mi trovavo ad assistere ad una conferenza programmatica sul fenomeno del bullismo, all’interno della quale alcune scuole hanno presentato le loro azioni di contrasto verso questo tremendo fenomeno.

Una di queste scuole non ha resistito all’impulso di mostrare alla platea il filmato di presentazione dell’istituto, che ormai ogni scuola che si rispetti deve avere in archivio.

Musica da discoteca, danze, coretti, palloncini, siparietti, scene ludiche.

A guardare quei fotogrammi sembrava di essere in vacanza, non a scuola.

Ogni inquadratura sembrava dire: “Si, vabbè, si chiama Liceo, ma, vedete? Qui è sempre un Carnevale! Non si studia mica! Noooo! Qui ci rilassiamo e facciamo amicizia tra noi! Si studierà domani, casomai!”

Era talmente attrattivo, il filmato che – perdinci! – se le iscrizioni non si fossero chiuse ormai da un giorno buono, anche io domattina avrei preteso di riprendere il mio percorso tra i banchi, come liceale!

Sembra uno scherzo, ma non lo è. I ragazzi prima di iscriversi devono sentirsi rassicurati.

Avendo partecipato all’orientamento nella mia scuola, mi sono ritrovata a coccolare genitori ansiosi per le temute fatiche (?) future dei pargoli.

“Ma nooo! Il latino non è poi così difficile!… Quanto bisogna studiare?!…Beeeeh!…”

(e qui le mie ascelle hanno cominciato a sudare: come fare a dire che il latino va studiato a memoria, senza tanti mezzi termini? Semplicissimo! Non si dice! O si utilizzano lunghissime ed incomprensibili perifrasi; alla terza giravolta, genitori e alunni, non avendo capito nulla, sorrideranno ed annuiranno…)

“Grazie, professoressa, per le cose che ci ha detto! Il nostro Giampieroluca, verrà certamente a studiare qui!”

Sospiro di sollievo.

Hai già perso posto due volte, in vita tua, sei in questa scuola da un po’, la graduatoria sembra sorriderti.

Anche per quest’anno tu ed i colleghi, gli ATA, i collaboratori potrete dormire sonni tranquilli.

Ogni mattina un Istituto comincia a correre…

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