La 107/2015 ha davvero creato un Buona Scuola?


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Ho appena terminato di leggere un articolo pubblicato da Lucio Ficara sul sito de “La tecnica della scuola”.

In questo post il giornalista ha analizzato senza mezzi termini la questione – spinosa e assai sgradevole – del bonus premiale che, nelle intenzioni della legge 107, avrebbe dovuto riconoscere dei meriti ai docenti più impegnati nel loro lavoro.

Premetto che da anni scrivo di essere favorevole alla valutazione del nostro lavoro. Tuttavia sono del parere che su questo punto – come su moltissimi altri -‘la legge ha miseramente fallito. Anzi, ha peggiorato le cose, cosa quasi impossibile, sulla carta, in partenza.

Questo tristo “bonus”, infatti, ha favorito due categorie di persone (mi riferisco alle scuole di cui ho avuto modo di conoscere la situazione ed i criteri di attribuzione): il cosiddetto “cerchio magico”, che comprende tutti quelli che ruotano intorno alla dirigenza e, in secondo luogo, tutti quelli che dimostrano di essere molto idaffarati nelle attività pomeridiane e negli impegni “extra”.

Si arriva al paradosso che chi ha dedicato e dedica la gran parte delle energie all’interno della classe, operando in prevalenza sulla “materia prima”, cioè sugli alunni, senza scalpitare per ottenere ” visibilità”, sia stato e sia destinato a rimanere fuori dal bonus, perché il suo lavoro : 1) si dà per scontato 2) non è facilmente quantificabile.

A parole tutti gli esclusi affermano di non dare importanza al fatto di essere rimasti fuori dal riconoscimento economico.
Nei fatti – come fa rilevare anche Ficara – tutto ciò ha creato un clima non positivo all’interno delle scuole.
Molti si guardano in cagnesco.
Qualche giorno fa ne discutevo con una collega di un istituto della mia città. Si lamentava della situazione grottesca che si è venuta a creare da lei, dal momento che ad essere premiati sono stati quelli più “malleabili” rispetto alla Dirigenza e gli scansafatiche storici.
“Nella scuola in cui si lavora, si sa bene come vanno le cose: c’è chi lavora, chi tira a campare, chi detesta questo lavoro, ma si è trovato a farlo e resta lì. Spesso, pure di stare lontani dalla classe, alcuni scelgono di fare “altro” e per questo vengono pure premiati. Ma ti pare giusto?”
No, non mi pare giusto.
Le cose sarebbero dovute andare diversamente: si poteva scegliere, per scempio, di dare un riconoscimento a quelli che ogni anno si ritrovano a correggere centinaia di elaborati, trovandosi costretti a sacrificare il sabato e la domenica per portare a termine un lavoro che non viene valutato dal punto di vista economico.
Ci sarebbero stati anche in quel caso degli esclusi, ma a ragion veduta.
Già quello sarebbe stato un passo avanti verso l’equità, visto che un insegnante di lettere, di lingue o di matematica riceve lo stesso stipendio di un collega che non impegna il tempo libero in attività di correzione o di elaborazione dei compiti scritti.
La cosiddetta Buona Scuola ha scontentato quasi tutti e non ha messo mano ai reali problemi del nostro mondo.
Che dire?

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2 thoughts on “La 107/2015 ha davvero creato un Buona Scuola?

  1. Giusto per puntualizzare: io sono una che, oltre a correggere una caterva di compiti (insegno Lettere al liceo), è impegnata in corsi di recupero e progetti vari, oltre ad essere referente dello Sportello d’Ascolto, in cui tengo anche colloqui. Quest’anno sono impegnata anche nella fantomatica ASL, mio malgrado. Come bonus premiale ho ricevuto 113,85 euro. Praticamente 10 euro in più al mese. Credo che questa “valorizzazione del merito” sia una farsa, per usare un eufemismo, e che piuttosto che spronare i docenti a fare di più e meglio, li porta a fare il minimo (il giusto, nel mio caso, perché una coscienza ce l’ho), senza rincorrere sogni di una gloria che non ci sarà mai.

    • L’aspetto negativo di tutto ciò sta nel fatto che hanno creato una competizione tossica tra di noi. Anche io sono sommersa da incarichi che portano via una mole immensa di tempo e sono retribuiti in modo ridicolo. Le poche risorse disponibili andrebbero forse utilizzate in modo più razionale, con meno progetti inutili, magari, anche se non ho in tasca la soluzione che riesca a risollevare le sorti della nostra categoria.
      A presto! 😊

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