…sì, però lui ha cominciato per primo!


image
Ho lottato contro l’approvazione della legge 107/2015. L’ho fatto utilizzando tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione dei lavoratori. Ho scioperato. Ho protestato.

Ho perso. Con tutti i miei colleghi.

Nel momento in cui – nonostante la mobilitazione di massa – la legge è stata a tutti i costi  fatta passare, ho criticato e, nel tempo, continuato a criticare tutti gli aspetti che non condividevo della cosiddetta “Buona Scuola”.

Nel fare questo mi sono data una regola: evitare di usare toni sguaiati e aggressivi. Questa scelta non mi è sembrata gravosa: fa parte del mio modo di essere.

Premesso tutto questo, resto un po’ sorpresa dalle affermazioni del Ministro della Pubblica Istruzione, a proposito delle dichiarazioni rese dagli insegnanti.

Secondo il Ministro, troppo spesso essi sono offensivi, soprattutto quando parlano di “Presidi-sceriffi”, riferendosi ai nuovi poteri dei DS, o di ” deportazioni”, a proposito del caos-trasferimenti dello scorso autunno.

Vorrei tanto che il medesimo richiamo alla moderazione fosse stato, nel tempo, prevalente nella classe politica, specie quando si parla di scuola.

Gli attacchi più sguaiati nei nostri confronti sono invece arrivati da lì. Le osservazioni maggiormente impegnate di qualunquismo, le ho ascoltate dalla classe politica.

Non si calcolano le aggressioni ( spesso pesanti) perpetrate ai nostri danni negli ultimi anni: dapprima siamo stati indicati come i fannulloni per eccellenza (tre mesi di vacanza, solo diciotto ore di lavoro a settimana); poi come i colpevoli del degrado complessivo della scuola. Qualcuno ci ha accusato addirittura di praticare una sorta di luddismo.

Il caro Silvio, nel 2011, affermava che gli insegnanti sono in gran parte caratterizzati da “valori contrari alla famiglia”. Sempre nello stesso anno la Mariastrega (si potrà dire? o è troppo offensivo, chiamarla così?), riferendosi a chi contestava la sua riforma, insinuava che i contestatori che scendevano in piazza avevano però i figli nelle scuole private.

Sempre nello stesso anno,  sempre la Mary, per giustificare il fatto che la categoria – nonostante lei lo avesse auspicato e promesso- non avrebbe avuto aumento salariale, spiegò la sua retromarcia dicendo: “Avremmo voluto pagare i docenti di più, ma crescono all’infinito e la paga si è proletarizzata!”

(…questi insegnanti che sembrano riprodursi per partenogenesi, sono particolarmente inquietanti…)

Con la destra è stato un disastro, ma con il governo di sinistra (?) le cose sono spesso peggiorate.

Nell’autunno del 2014 il sottosegretario alla Pubblica Istruzione, Faraone, giustificava le occupazioni delle scuole da parte degli studenti come “lotta all’apatia”.

Insegnanti apatici, dunque.

Tuttavia, questo va detto, il premio “The winner is…” va a furor di popolo a Rondolino, che, di fronte alle proteste dei docenti, nel 2015, sperava proprio che la polizia riempisse di botte coloro che avevano osato protestare in piazza contro il governo.

Si potrebbero citare decine di esempi di aggressioni, verbali e non, verso gli insegnanti, ma è chiaro che sembra un po’ comico che arrivi proprio dalla classe politica, che ha iniziato da lunghissimo tempo la sua manovra di attacco al mondo della scuola, l’invito a moderare i toni.

E fa ancora più ridere il fatto che l’invito a moderare i toni passi attraverso la minaccia di sanzioni e licenziamenti.

Da parte di una donna che di mestiere ha fatto la sindacalista per buona parte della sua vita.

Questo non fa ridere.

Bah…

Annunci